IL PAZZO TREMALZO

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É davvero incredibile quello che si può fare con una bicicletta una volta che togli le rotelle.
Ad esempio si può fare un giro e festeggiare il ritorno dell’amico Silvio, arrivato la settimana scorsa dopo 25’000km in Sud America, ma non finisce qui perché il destino ha voluto che fosse quasi il suo complehanno.

Dopo aver pedalato più di cinque mesi insieme dall’altra parte del mondo, ci ritroviamo stupendamente a rivivere momenti belli e quegli odori che la mattina ci confermavano di essere tutti presenti.
Silvio Muchut il BiciNomade ci ha confessato di non avere mai visto così tanta neve.. e non bisogna stupirsi poiché ha anche ammesso di averla vista quattro volte nella sua vita.  Quindi forse si, bisogna stupirsi.
Inoltre Io e il buon Michele ci siamo impegnati per spiegargli il motivo per cui alcune fontane dalle nostre parti non si possano chiudere, in effetti bisogna lasciarle scorrere una volta riempita la borraccia.

Con una media di Birra/Km molto alta e un pacchetto di Pan di stelle da 700g finito, questo giro è stato da veri uomini che sanno come fare shopping al Migross di Toscol’ano Maderno.

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Giro effettuato con l’utilizzo di tre biciclette

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NORDKAPP WINTER TOUR, VIDEO

 

INVERNO, CIRCOLO POLARE ARTICO, UN MESE e 1300km in 3 minuti:

Ammetto che ci ho messo un po’ a metabolizzare quello che è successo in questo mese passato in condizioni che solo adesso mi rendo conto essere state un po’ pazze.
Non avevo mai visto l’inverno, credevo di essere preparato, voglio dire avevo anche un bel pannicolo adiposo. Tuttavia non immaginavo le complicazioni di vivere esposti a quelle regole.
Adesso ho capito il motivo che spinge gli animali ad andare in letargo.
Adesso ho ben in mente cosa voglia dire avere freddo.
Adesso ho capito che ci tengo ad avere tutte le dita dei piedi.

Il cane che si vede nel video è il buon Coroico.
E’ spuntato fuori dal nulla dell’ in mezzo al nulla, e si è fermato a una ventina di metri davanti a me. Gli ho urlato chiedendogli se fossimo amici e lui correndomi incontro mi ha detto di si.
Inaspettatamente ci siamo trovati compagni di viaggio per 20km. Nonostante io continuassi a chiedergli da dove arrivasse e dove fosse diretto, lui non voleva rispondere. Così abbiamo smezzato dei biscotti.
Come è arrivato è poi scomparso nel nulla dell’ in mezzo al nulla.

Un ringraziamento speciale a tutte le persone che senza pensarci hanno aperto la loro calda casa.

Video molto poco pretenzioso, dovuto soprattutto a condizioni meteo troppo favorevoli per un giro i bici.
La macchina foto si era rotta sul più bello, ma ripensandoci, forse, è stato meglio così visto che quando tiravo fuori le mani mi promettevo ogni volta che sarebbe stata l’ultima volta.

NORDKAPP

 É SUCCESSO, abbastanza inaspettatamente ma é successo. Quando sono arrivato ad Honningsvåg, a soli 30km da Capo Nord, ero convinto che non sarei riuscito ad arrivarci. La notte prima avevo dovuto dormire in un bagno per via del vento, in piú tutti quelli con cui avevo parlato mi dicevano cose diverse sulla strada per Nordkapp, c’era quello che diceva che era chiuso, quello che diceva che non potevo andarci in bici peró con un pullman gigante si e c’era quello che non diceva..perché non parlva inglese. (C’era anche quello che diceva che se ci fossi arrivato in bici mi avrebbe aspettato una festa con delle ragazze nude che giocavano con la canna dell’acqua MA é risultato il meno attendibile…)

Honningsvåg era l’ultimo posto dove potevo rifornirmi e ovviamente io ci sono arrivato di domenica, la situazione era: il deserto, tutto chiuso, congelato. POI ho incontrato Nathan che, dividendo con me il panino che stava mangiando, mi ha invitato a casa sua.
Le cose sono cambiate in pochi secondi, un po’ perché non avevo fatto colazione e il panino era buonissimo e un po’ perché abitava a Skarsvåg, a 15km da Capo Nord.

É in effetti grazie al suo aiuto che ci sono riuscito, perché mi ha dato la possibilitá di avvicinarmi strategicamente al capo nordo.  La sera di quella dømenica mi sono ritrovato con Nathan e alcuni suoi amici che mi hanno spiegato che per farlo in bici ero un po’ nella cacca perché durante il giorno non mi avrebbero fatto passare alla prima sbarra pøiché la strada diventa a senso unico e dopo averla pulita devono assicurarla libera per i pullman. A una certa ora vanno e a un’altra tornano.

Così alle 6 del giorno dopo con poca luce e -10°C sono partito, sono passato sotto la sbarra e dopo pochi metri ero giá impiantato nella neve, ho spinto la bici per metá della strada perché era sommersa dalla neve riportata dal vento.

Dopo qualche ora sono arrivato, ed é stato uno spettacolo, il sole sorgeva ed ero l’unica persona non c’era nessun’altro dove l’Europa finisce.

      

POI nel porto di Skarsvåg ho conosciuto l’equipaggio della “Join Us”, i polacchi piú belli del mondo e anche un po’ i piú pazzerelli. Stavano e stanno navigando nel Mar di Norvegia in barca a vela. La prima sera sono stato stato invitato sulla barca per bere un po’. La frase che mi ha colpito di piú é stata: “se non brucia non lo beviamo”. A quel punto ho capito come sarebe andata.

Il giorno dopo sono salpato con loro, mi hanno dato uno strappo verso dove ho l’aereo per tornare a casa. Il primo giorno ho vomitato, esattamente di fronte a Capo Nord.Il secondo giorno ho dovuto prendere delle droghe per il mal di mare e sono subito entrato in fase marinaio vero-pipa in bocca.Ho visto onde che mi hanno fatto fare un po’ la cacca nelle mutande. Non avevo mai visto un’orca dal vivo e ho scoperto che sono molto grosse e mai vorrei essere una foca.E adesso amo la Polonia

  

FINNMARK – MAGERØYA

La Norvegia ha dato il meglio in questa ultima parte, questa strada è qualcosa di incredibile bellezza. T’UTTAVIA la Norvegia non mi sta regalando proprio niente, più vado a nord e più mi sembra che mi stia dicendo “se mi vuoi devi piangere, (*stronzo)”. Infatti ieri sera mi sono ritrovato in un cesso a dormire, perchè fuori c’era il vento così incazzato che non l’avevo mai visto, neanche in patagonia. Questo è vento artico che ti spara in faccia la neve e pezzi di ghiaccio. Ho finito di pedalare tardi perchè proprio all’imbrunire il vento è venuto a spaccarmi la faccia. 

Erano ore che cercavo un posto per mettere la tenda ma con quel vento non sarei riuscito nemmeno a tirarla fuori, anche perché gli alberi non esistono piú, non c’é riparo. Così mi sono infilato nel nordkapp tunnel nella speranza di trovare meno vento dall’altra parte. E invece mi sono ritrovato nel bagno handicap appena fuori…peró un bel bagno a cui ho conferito le 5 stelle: luce, presa di corrente, lavandino, sapone e STUFETTA. la mattina mi sono svegliato e dovevo andare in bagno, ed é stato peculiare perché dopo un attimo di confusione ho capito, c’ero già dentro.

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C’è un equilibrio delicatamente strano qui. Qualche sera fa, a Skaidi, dal tramonto per tutta una tranquillissima notte, il cielo ha dato spettacolo con un’aurora boreale FUORRRI DI TESTÅ per tutta la notte. Non riuscivo ad andare a dormire. La mattina dopo era bufera. È imbarazzante mettere queste foto ma è quello che ho potuto fare con il telefono.

  
Dopo la rottura della macchina photo ho avuto un momento di abbattimento, ero molto stanco, le cose non mi andavano benissimo e mi sono dimenticato di raccontare cose belle come questa:

A Skibotn ho conosciuto Sannah che mi ha ospitato a casa sua per due giorni e mi sono preso il primo giorno di pausa. Se le notti dopo ho potuto dormire meglio è stato grazie a lei e a una sua amica che mi ha dato una pelle di renna. L’isolamento dalla neve è spaziale, come spaziale è il profumo mattutino di stalla dentro la tenda.

Honningsvåg:

IL VENTO NORWEGESE


Avevo giá fatto questa strada tre anni fa in estate, adesso é difficile da riconoscere, si per la neve ma un po’ anche perché ai norvegesi piace trapanare le montagne facendo nuovi tunnel e ponti. Capisco la necessità, i fiordi sono il gioco dell’oca e triplicano le distanze. In piú in questi giorni ci sono dei venti fortissimi, pazzi, che fanno quello che vogliono in un fiordo mi spingono e nell’altro é tutto contro.Tre giorni fa mi si é rotta la macchina foto. Ero appunto nella parte piú interessante quando si é rotta. Tutta colpa del vento, l’ha fatta cadere apposta, l’ho visto.

Tutto va come deve andare, dice Max Pezzali, peró adesso non ho piú qualcosa per fare le foto.

Quindi niente… A parte il freddo che adesso é entrato dentro di me e come mai nella vita mi ha fatto venire voglia di estate, queste sono probabilmente le ultime photo poiché il telefono si rifiuta di collaborare e appena lo tiro fuori dalla tasca si spegne.




  
  

VERSO I FIORDI


Ieri sono entrato in Norvegia scavalcando il passo Galggogobba, che di certo vince, non per l’altitudine, ma per il nome piú bello di tutti i passi.

 

 
La Finlandia CHE BELLO, mi ha detto arrivederci regalandomi una capannina e con la mia prima aurora boreale, gigantesca, che mi ha fatto sognare…e di cui non ho photo. La Norveggia mi ha accolto con bei panorami,bei -16°C e un’alce che mi é spuntata fuori dal bosco senza salutarmi.

 

  

 Non è fffacile, non è fffacile. Non sono ancora riuscito a trovare il modo di pranzare. Tutto è dovuto da questo clima che non da tregua. mi aggiro vestito “leggero”, è l’unico modo che ho per non sudare troppo e infatti funziona solo se sono pedalante. Non sudare peró è impossibile e quindi ho sempre giusto quel sudorino che quando mi fermo per più di 5 minuti mi si congela addosso. Non c’è tregua, Se la temperatura è vicina allo 0°C generalemente nevica e tanto, sudo, la neve si scioglie addosso e in un’ora sono completamente bagnato. Non parlo dei poco simpatici -24°C..Per questo ho trovato nei -10° la perfetta temperatura di crociera.

Negli scorsi giorni ha nevicato tanto e la strada é diventata brutta, ho fatto anche le mie prime cadute.

PERÓ Tre giorni fa sono arrivato a Karesuvando molto bagnato, attraversando un ponte sono andato a fare un giro in Svezia. Ho incontrato il buon Juha che mi ha invitato a dormire a casa sua, ho mangiato come un pazzo ed é stata interessante la velocità con cui mi sono trovato con il pistolino al vento, in sauna, con lui il figlio e il ranger de paese.


ANCORA PIÚ FREDDO


Due mattine fa mi sono svegliato e avevo percepito qualcosa di piú freddo nell’aria rispetto agli altri giorni. Il termometro in effetti segnava -21°C. Tutto era coperto da ghiaccio e ho battuto di certo i record di lentezza per smontaggio tenda. Credevo che la temperatura sarebbe salita in qualche ora, c’era anche “il Sole” PERÓ invece che aumentare, ella si abbassava e alla fine é arrivata a -24°C.


É stata una giornata lunghissima e difficile, perché da quando ho comiciato a pedalare ho smesso di sentire i piedi. Mi sono dovuto fermare non mi ricordo quante volte per scaldarli. L’ultimo tentativo disperato é stato accendere il fornello per scaldarli, non riuscendo ho capito che le cose non andavano molto bene. Mi sono rimesso in bici in cerca di un qualcosa abitato.

Dopo un po’ ho trovato una casa e il signore delle renne dentro mi ha subito aperto la porta. Non parlva inglese e sono rimasto a casa sua piú di un’ora con lui che mi guardava su una sedia a dondolo nel mezzo alla stanza.. Non abbiamo parlato e quando gli ho gesticolato “gnaro, hai qualcosa per scaldare gli scarponi” gli é venuto in mente che aveva una stufetta, ma non una qualsiasi, una fatta apposta.. Così l’ho salutato e con la sensazione di avere i piedi sono ripartito verso Kittilä. I 27km più lunghi di sempre, sono arrivato al paese tardi e ricoperto da ghiaccio.

  
Ho chiesto ospitalità in giro, con una faccia da “dai ti prego”, ma nessuno mi voleva, neanche la pollizzia. Quindi alla fine, e meglio così, mi sono fermato in un ostello sulla strada, la gentile ragazza, mi ha fatto uno sconto ciclista nel freddo e mi sono fiondato nel letto.

Ieri ho comprato degli stivali da vero finlandese, perché i miei lasciandoli fuori la notte si congelavano. Adesso le temperature si sono alzate e a parte la nevicata di stanotte che mi ha sommerso la tenda, tutto va bene.